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Ho avuto un bimbo... per 10 settimane
Mi chiamo Silvia, oggi ho trentanove anni... Ne avevo trentadue il 3 luglio del 2004, giorno in cui ho scoperto di aspettare un bambino.

Ero sposata da poco, mio marito non fu affatto contento della notizia. La prima frase che mi disse, mentre stringevo ancora tra le dita il test di gravidanza, con le lacrime agli occhi dall'emozione, è stata:

"E' colpa tua".

Io ero felice di aspettare un bambino, era un sogno che si avverava, purtoppo però non potendo condividere questa grande gioia con mio marito, la condividevo con la mia famiglia e i miei amici.

Cercavo di vivere serenamente la mia gravidanza, anche se mio marito era insofferente, sempre nervoso e non mi chiedeva mai come stavo... lontano anni luce da me e dal "nostro" bambino.

Finchè non è arrivato il 29 luglio: ero nella decima settimana. Andai dal ginecologo per mostrargli le mie analisi. Quasi per scrupolo mi ha voluto fare l'ecografia... e fu silenzio... allora gli chiesi: "Cosa c'è?"... ancora silenzio... poi disse: "non trovo più il battito".

Una frase che ha segnato per sempre una parte di me.

Ho cominciato a piangere mentre il dottore era già al telefono con l'ospedale per predisporre il mio ricovero per il mattino dopo. Dovevo subire un raschiamento per quello che viene definito un "aborto interno".

Il 30 luglio 2004 è stato il giorno più brutto e nero della mia vita. Sono passati 7 anni... ma ricordo ogni istante:

il ricovero in ospedale; l'ennesima ecografia per essere certi dell'assenza del battito (mentre io speravo ancora che il suo cuoricino pulsasse di nuovo);

sentire dire, da chi fece l'ecografia, che mio figlio non "era compatibile con la vita"; il ricovero nel reparto maternità, perchè in ginecologia non c'era più posto e dover condividere la camera con una donna che aveva partorito;

chiarire con le infermiere il fatto che la mia non era una scelta;

entrare in sala operatoria solo con il conforto di mia mamma... infatti mio marito tornò in ospedale solo dopo molto tempo il mio risveglio dall'anestesia;

l'immenso senso di  vuoto;

una strana sensazione di solitudine e tante, tantissime lacrime... non solo quel giorno.

Ho sentito per molto tempo un grande vuoto dentro di me che niente riusciva a colmare e un pensiero costante rivolto al mio bimbo perduto.

Spero tanto che la mia testimonianza possa essere utile a qualche altra donna che adesso magari adesso è incinta e non sa che fare.

Nel mio caso l'aborto non è stato voluto ma subito, e anche così ha portato tanto dolore, tanta sofferenza, cambiamenti, ansie nuove, paure nuove....

non riesco ad immaginare cosa potrebbe succedere ad una donna che scelga volontariamente di rinunciare a suo figlio... non fatelo!

E' il vostro bambino e nessuno potrà mai restituirvelo!

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Inserito il 11 Nov 2011 da: Silvia
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