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Vi prego, leggete. La mia storia, storia di un aborto.

Ciao a tutti. Il mio nome è Maria, ho 32 anni compiuti da poco, uno splendido marito e due splendidi bambini piccoli.

Tutto potrebbe essere stupendo nella mia vita, se non fosse che la mia anima si è spenta tanti anni fa...

avevo 15 anni ed una cotta per un ragazzo più grande di me, che divenne presto il mio fidanzato.

La mia famiglia è di umili origini, ma dignitosa, onesta e, soprattutto la mia mamma, era molto credente.

Il mio ragazzo premeva per aver rapporti... e andò a finire che il ciclo ad un certo punto smise di arrivare. Ero incinta.

Lo dissi a lui che, forte com'era sempre stato... si ritrovò poi a piangere dicendo: come faremo!

Io ero scioccata, impaurita. Avevo vergogna di dirlo ai miei. Cosa avrebbero pensato di me? Mia mamma poi aveva iniziato da poco la chemioterapia, per il male che poi l'avrebbe portata via quando io avevo solo 21 anni e, mio padre, doveva subire un intervento di by-pass al cuore.

Pensavo che dicendoglielo gli avrei procurato un infarto!
Ma comunque mi rivolsi a lui, piangendo. Di mia madre mi vergognavo troppo.

Mio padre si interessò per l'operazione.
Infatti fino all'ultimo mi disse che, se volevo, tornavamo indietro, mi chiedeva se ce l'avevo con lui... si sentiva in colpa perchè non aveva i soldi per farmelo tenere.

"Tu papà? Per una mia colpa avrei dovuto avercela con te che cercavi solo di aiutarmi..." NO! Io ce l'avevo con me perchè ti avevo costretto ad essere complice, a portare un peso non tuo. Soprattutto, a mentire alla mamma.

Infatti alla mamma dicemmo che andavo a fare dei prelievi per dei controlli.

Durante l'aborto dovevo restare sveglia per tornare presto.

HO VISTO TUTTO.

Ho sentito il mio bambino urlare attraverso me quando me lo strapparono via dalla pancia, quando mi strappavano il cuore.

L'ho visto essere risucchiato in una boccetta di vetro.

LUI.

Il mio adorato bambino, quello che già amavo con tutta me stessa.

Quando fu tutto finito, il medico mi disse: "ringrazia papà". Di cosa? Tu sei un mostro e io sono un'assassina!

Mia suocera di allora, mi regalò i cioccolattini perchè le avevo tolto un impiccio, il mio fidanzato, che poi divenne ex, tornò immediatamente sorridente.

Io... Io invece ero morta.

Sono morta quel giorno con mio figlio.

Sono morta osservando gli sguardi tristi di mio padre, e lo fui quando, al cappezzale di mia madre, non sono riuscita a confessare il mio inferno... non volevo che morisse infelice.

Sono passati tanti anni ormai, ma quel delitto è nel mio cuore, indelebile.

Ho confessato al sacerdote il mio peccato.

E invece chi conosce la mia situazione di allora mi dice che non c'erano alternative.
Ma io so che una c'era: NON FARLO.

Il Signore ha sicuramente perdonato il mio peccato, ma come potrò io perdonare me stessa?

Posso solo cercare di riparare al delitto commesso, con la mia testimonianza.
Pregando, chi pensa di non avere alternative, di non farlo!
Mille e mille volte no!

Non toglierai la vita solo al bimbo che è nel tuo grembo, ma ucciderai te stessa.

Perchè lui è te, è parte di te...
una parte della tua anima, del tuo corpo e del tuo cuore.

Non uccidere te stessa...

Con affetto, Maria.

4 Commenti
Inserito il 12 Oct 2011 da: Maria
da: animaspenta @ 07 Mar 2012 07:28 pm
Ho vissuto la stessa esperienza 5 anni e 4 mesi fa e da allora non ho più pace. Attraverso le tue parole, ho rivissuto tutto lo smarrimento, prima, e l'orrore, poi, provati in quei terribili e bui momenti. In verità non c'è un sol giorno in cui la mia mente non mi riporti a quel maledetto giorno.. La tua speranza è la mia speranza, e cioè che nessun'altra donna, soprattutto dopo aver letto le testimonianze di noi povere disgraziate, possa commettere il delitto più abominevole che si possa immaginare: UCCIDERE il proprio figlio. Il dolore è sempre vivo e il tempo non lenisce le ferite dell'anima lacerata. Qella che appare come la soluzione più giusta diviene, in realtà, la condanna alla morte: non solo del tuo bambino, ma anche la tua..
Auguri per la tua famiglia...
da: biancamaria @ 23 Feb 2013 01:07 pm
Ciao ragazze,

ho vissuto questo delitto 4 anni fa e come voi non riesco a stare un giorno senza pensare a mio FIGLIO ... si perché lui o lei è mio figlio per sempre. Sono morta con lui e non c'è nessuno, nessuno che mi capisca, né familiari né parenti; per loro è tutto a posto, compreso per quello che sarebbe stato il padre... solo Dio sa e confido in lui che mi abbia perdonato, perché io non riesco a farlo... la mia punizione è stata quella di vivere fisicamente, ma la mia anima è morta... solo Dio mi può aiutare...
Nel nostro piccolo combattiamo questo OMICIDIO RAGAZZE... e preghiamo sempre che i nostri figli siano nelle braccia del Signore... Un abbraccio
da: memy @ 24 Apr 2013 03:47 pm
ti capisco e tanto. Anche io l'ho fatto a 20 anni. Era un mese che stavo col mio ragazzo (oggi marito) e lui non se la sentiva. Io avevo paura di dirlo ai miei e ancora oggi dico di essere morta dentro.

Tutti i giorni chiedo a Dio di perdonarmi anche se io non mi perdono. E oggi che vorrei diventare mamma, questo figlio non arriva.
Soffro ancora di più perché penso che sia una punizione.
da: Elisabetta @ 23 Sep 2013 10:29 pm
Anche io avevo 16 anni. ... Non si dimentica MAI, ma Dio perdona e ci ama lo stesso. la nostra condanna è il rimorso e il dolore che in fondo non si spegne mai. Che Dio ci perdoni e non smetta di amarci. Luce ai nostri piccoli angeli
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